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La mia storia e il mio approccio

Il mio nome è Francesca Laiacona. Nel 2017 ho

conseguito la laurea in Medicina Veterinaria e nel 2020

un Master in Medicina degli animali non convenzionali.

Durante lo stesso anno mi sono diplomata alla Scuola di

Medicina Forestale, con l'associazione A.I.Me.F. (Associazione

Italiana di Medicina Forestale).

Già dopo pochi giorni di pratica ambulatoriale ho sentito dentro di me la mancanza di qualcosa, una sensazione di infelicità di cui non conoscevo le origini...

Ho sempre avuto un forte amore e rispetto nei confronti di tutti gli animali e mi sembrava che con il mio lavoro non stessi veramente aiutando nessuno, né gli animali che venivano per essere visitati, né i loro compagni umani. Così mi sono chiesta in che modo avrei potuto veramente fare del bene? Mi sono anche domandata se le conoscenze olistiche, che vengono applicate all’uomo, non potessero essere utilizzate sugli animali. Facendo delle ricerche ho trovato diversi veterinari in Italia che utilizzano l’omeopatia, altri che utilizzano la fitoterapia, pochissimi che usano pratiche energetiche (es. biorisonanza) e ancora meno, forse due o tre, che utilizzano un approccio veramente innovativo, a mio avviso, come quello della psicosomatica. Così ho iniziato a studiare fitoterapia, floriterapia, psicosomatica e alcune tecniche energetiche, fra cui il Reiki. Durante vari approfondimenti più o meno esoterici ho imparato l’utilizzo del pendolo, l’uso della telepatia con gli animali e il Thetahealing.  

Studiare e leggere libri di grandi pensatori, filosofi e medici “alternativi” mi ha aperto la mente e ampliato la coscienza. Condivido il messaggio che Bach ha voluto donarci “la malattia non è altro che un conflitto fra la nostra anima e la nostra psiche”, è un mezzo, un messaggio che ci viene donato per porre attenzione su quel conflitto che spesso non vogliamo guardare. E perciò la malattia che è nel corpo, ma non origina da esso, non può essere guarita assumendo delle pillole o eseguendo dei protocolli standardizzati. Con essi la malattia può essere alleviata, possono essere spenti i sintomi, può essere rimandata, ma se non si scende fino alla causa della malattia, il suo nucleo rimarrà sempre attivo e pronto a manifestarsi appena un altro evento della vita sfuggirà noi.

Anche gli animali hanno un’anima, ed uno scopo in questa vita. Si trovano sulla terra come noi e partecipano allo stesso percorso evolutivo, come anche le piante e i cristalli. Quando loro si ammalano, difficilmente tale malattia nasce da un contrasto fra la loro psiche e la loro anima, essi non hanno un ego. Le loro problematiche possono insorgere a causa di fattori genetici ovvero karmici, connessi ad esperienze di vite passate, ma più spesso essendo loro legati strettamente alle nostre vite si ritrovano a dover affrontare per lo più le nostre problematiche. Essi sono un'immagine della nostra anima, che riflette ciò su cui dobbiamo concentrare la nostra attenzione. Immagini che devono essere pacificate. Si trasformano in un palcoscenico che mette in scena la nostra problematica. Gli animali domestici hanno scelto, in questa incarnazione, di esserci devoti, di starci accanto condividendo tutto, il bene e il male, e così grazie a noi e alle esperienze che condividiamo con loro nel qui e ora essi possono entrambi evolvere ad un altro livello di coscienza e dunque di anima.               

Uno studio scientifico pubblicato nel 2019 dal titolo “Long-term stress levels are synchronized in dogs and their owners”, dimostra come l’aumento del cortisolo (ormone dello stress) nei proprietari di alcuni cani, si accompagni ad un aumento del cortisolo nei loro compagni a quattro zampe. Questo ci fa capire come il benessere dei nostri animali da compagnia sia altamente influenzabile dal nostro stato d’animo, dallo stress, dal nostro stile di vita e da come noi viviamo in armonia con noi stessi, la nostra psiche e le nostre emozioni. 

Questo transfert (uomo-animale), che si verifica non solo sul piano materiale, ma anche sul piano delle energie sottili, può manifestarsi perché loro non presentano gli scudi e le maschere, che danno vita al nostro ego, che invece noi negli anni ci siamo costruiti per sopravvivere in questa società. Quelle maschere che il nostro io deve costruirsi quando è piccolo perché, senza strumenti, si ritrova a dover affrontare degli eventi traumatici. 

Viviamo all’interno di un Universo in cui tutto è energia e frequenza, siamo tutti apparentemente separati, ma in realtà siamo tutti collegati e in risonanza l’uno con l’altro e con l'ambiente che ci circonda (dalla casa...al Cosmo).

I nostri animali, che vivono a stretto contatto con noi, che empatizzano (o meglio simpatizzano) con tutto ciò che noi sentiamo e pensiamo, tutto assorbono e non solo le nostre energie coerenti alla vita (gioia, amore, pace, gratitudine), ma purtroppo anche quelle dissonanti (paura, odio, rancore, ansia).

Il mio approccio prende forma dunque da queste considerazioni e dal sapere che molte anime illuminate hanno condiviso con noi. 

E’ bene, quando ci troviamo di fronte ad un animale, con una determinata problematica, cercare di capire la situazione soprattutto analizzando la vita di colui che se ne prende cura. Dunque non penso si possa aiutare un animale a guarire se non si abbraccia una visione più alta e ampia, in cui lui e il suo amico umano, sono un'unica realtà o Unità. 

La problematica del nostro animale, non può essere scissa da noi stessi, e non può essere, infondo, scissa dalla persona che si prende in carico di guidare entrambi verso un percorso di crescita e consapevolezza maggiore. Si viene a creare un triangolo.

Grazie alla pratica della Telepatia, o comunicazione empatica, chiedo all'animale come sta, di cosa ha bisogno, come è possibile aiutarlo. Attraverso i colloqui con le persone, si ricostruisce la storia della loro vita e delle loro problematiche (shock, traumi). La malattia non deve più essere vista come un male, ma come un messaggio, un simbolo, che porta con sé un significato profondo, che può cambiarci la vita. In questo caso ci vengono in aiuto gli studi effettuati ad esempio da Reinville, Dahlke, Hillman e Hamer (ma ce ne sono tanti altri) sulla psicosomatica.

In caso di malattia, bisognerebbe percorrere una via, che esiste solo dentro di noi, per risalire fino all'origine della dissonanza. Il mio ruolo diventa esclusivamente quello di accompagnatrice, non di guaritrice, nessuno cura nessuno, noi siamo totalmente in grado di manifestare la nostra autoguarigione. 

Infine, il Reiki ed i Fiori di Bach sono degli strumenti che utilizzo per riportare quiete e coerenza a livello organico, mentale e animico affinché il lavoro di ricerca interiore per la risoluzione della malattia sia agevolato.

Concludo dicendo che dovremmo essere grati ogni giorno ai nostri amici animali per il servizio che svolgono nelle nostre vite, per l'amore incondizionato che ci riservano e per le attenzioni costanti che ci dedicano.

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"Evolvere non significa essere più santi o più intelligenti, ma significa diventare sempre più coscienti"

Sri Aurobindo

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